La Costrizione – Marmo di Carrara cm 83x23x23

Descrizione dell’opera


In La Costrizione, l’artista scolpisce un corpo parzialmente emerso da una massa marmorea, come se la figura fosse intrappolata nel materiale stesso da cui tenta di liberarsi. Le forme sono sinuose, eleganti, ma non completamente rivelate: il busto prende vita, accenna un gesto di elevazione, ma testa e arti sono assenti, come se la libertà del movimento fosse stata negata fin dall’inizio.
Quest’opera nasce al termine di un lungo percorso di ricerca artistica e interiore, durante il quale l’artista ha esplorato in profondità tematiche umanistiche, esistenziali e spirituali.
La Costrizione rappresenta il culmine di questa fase figurativa, segnando un momento di intensa riflessione sul significato della libertà, del sacrificio e dell’identità. Il titolo trova forza nel concetto espresso:

“La libertà è una illusione. Prima o poi costringerai te stesso ad una prigionia.”


Non si tratta di una prigione imposta dall’esterno, ma di un vincolo autoindotto, una gabbia invisibile fatta di scelte, paure, aspettative. Il corpo trattenuto non denuncia la violenza del carcere, ma la sottile e profonda complessità dell’essere umano che, nel tentativo di definirsi, finisce per limitarsi.
In questa visione si intreccia anche una dimensione spirituale e biografica: l’artista lascia emergere nella pietra il racconto della propria esistenza alla luce delle Sacre Scritture, rievocando simbolicamente la flagellazione e l’auto-flagellazione come metafore del tormento interiore, della colpa e della ricerca di redenzione. Non un atto di vittimismo, ma un lucido riconoscimento delle ferite che l’uomo infligge a se stesso nel tentativo di darsi forma, senso, e salvezza.

Scultura esposta al Grand Hotel Convento di Amalfi