
La scultura è parte del ciclo scultoreo Aggirate Resistenza
Descrizione dell’opera:
In Aggirate resistenza III, la materia sembra aver superato una prova. La pietra, che nei primi due movimenti del ciclo opponeva ancora una certa resistenza, qui appare come se avesse attraversato un temporale e ne fosse uscita mutata, più leggera, più consapevole. Questa scultura, che l’artista definisce affettuosamente “una mongola”, porta con sé un senso profondo di quiete conquistata, come se l’equilibrio che incarna fosse stato raggiunto non per assenza di tensione, ma proprio attraverso di essa.
La forma si assesta in una postura che è stabile, ma non rigida; curvata, ma non spezzata. La pietra sembra avere memoria del peso e del vento, ma anche della luce che segue la tempesta. È una figura che vibra di resilienza, non nella forma eroica della resistenza frontale, ma in quella più sottile e vitale dell’adattamento, del lasciarsi attraversare.
In questa terza tappa del percorso, l’artista suggerisce che l’equilibrio non sia una conquista definitiva, ma un momento di grazia dentro il fluire. La scultura si fa simbolo di quel preciso attimo in cui, dopo il caos, torna il respiro. E con esso, la possibilità di una danza nuova, più armonica, più libera.